Ricette borboniche, primi piatti

Lasagna borbonica  

Francesco II fu l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie e più di tutti mantenne saldo il valore e l’amore per il buon cibo che la sua dinastia da sempre aveva ostentato. Non a casa, re Francesco II, venne soprannominato Re Lasagna, per via della sua passione sconsiderata per questa pietanza.

Il ragù napoletano ai tempi dei Borboni

Il ragù è il condimento napoletano per eccellenza. A Napoli non esiste domenica a tavola senza di lui. Inventato ai tempi dell’ascesa borbonica, il ragù deriva dal francese “ragout” abbreviazione di “ragoutant” che significa “appetitoso, invitante”. Così buono e pregiato che scrittori e poeti gli hanno dedicato molti versi, come del resto fece anche il nostro Eduardo De Filippo. Di seguito vi forniamo la storia e la ricetta originale.

Sartù di Riso

Grazie ai monsù francesi i napoletani rivalutarono questo cereale apprezzandolo in una particolare ricetta, e ancora oggi preparata durante le festività di Pasqua. Si tratta ovviamente del Sartù di riso, nato nella corte borbonica e apprezzato da tutti i partenopei, oggi considerato come uno dei primi piatti più raffinati della cucina napoletana.

Mezzanielli lardiati

Questa ricetta non fu inventata dai monsù borbonici, ma venne realizzata dai napoletani durante il loro dominio. Preparato per la prima volta agli inizi del 1700, quando i reali erano intenti a consumare i loro pasti raffinati, i napoletani per arrangiarsi crearono uno dei primi piatti più buoni e tradizionali culinaria popolare. Ecco a voi la ricetta originale e la storia delle origini.

Ragù alla genovese

La descrizione di questa pietanza è stata ritrovata all’interno dei ricettari borbonici dell’800. Ma la paternità è ancora oggi oggetto di discussione visto che altre fonti definiscono l’origine del ragù alla genovese, un’importazione dei marinai della “Superba” genovese, sbarcati nel porto di Partenope. Ecco tuttavia la ricetta originale da seguire passo passo.

Ricette borboniche, secondi piatti

Polpette di carne

L’etimologia delle “polpette” napoletane hanno una radice francese, anche se in molti lo mettono in dubbio; tuttavia l’ipotesi più accreditata è che derivi appunto dalla lingua gallica “paupière” che significa palpebra. Il movimento che viene effettuato con le mani per conferire alle polpette la forma tondeggiante è simile a quello che la palpebra compie per chiudere gli occhi. Ma ecco a voi tutta la storia delle origini per capirne anche meglio la preparazione originale.

Cucina borbonica, sfizi napoletani

Palle di riso napoletane

Comprensibile e accettabile la derivazione del classico arancino siciliano, importato a Napoli, è diventato ì oggi, con tutte le sue varianti, la classica e buonissima palla di riso che nulla ha da invidiare alla cugina sicula. Il nostro ripieno è più ricco, grazie soprattutto al ragù, e oggi è uno dei più stimati “pezzi” dello street food e “cuoppo” partenopeo.

Mozzarella in carrozza

Anche questa buona e golosa ricetta fu inventata dai napoletani al tempo dei Borboni. Mozzarella filante ricoperta da croccanti fette di pane, assume un sapore ancora più buono e fantasioso grazie alla sua storia che di seguito vi riportiamo.

Pizza parigina

La pizza o “pizzetta” parigina è un altro classico dello street food partenopeo. Il nome non ha a che vedere con nessuna etimologia francese anche se realizzata con la pasta sfoglia inventata dai cucini d’oltralpe. Infatti ad attribuirgli questo nome è stato un napoletano “Pa Regina”, pietanza realizzata in onore, appunto della Regina.

Pizza chiena

La pizza chiena, quella che si prepara a Pasqua, ha un nome prettamente napoletano e anche questa fu presentata per la prima volta alla corte dei Borboni. La ricetta è molto antica tanto che ne parla anche il gastronomo Vincenzo Corrado, riportandone appunto una descrizione in uno dei suoi libri del 18esimo secolo.

Dolci borbonici

Tra i dolci borbonici vale la pena annoverare la millefoglie che attualmente, dopo secoli, è ancora una delle più gettonata per festeggiare onomastici, compleanni e anniversari anche se non si tratta di una vera e propria torta. Probabilmente grazie alla sua versatilità e capacità di adattarsi a tanti tipi di crema mettendo d’accordo proprio tutti.

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